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La gestione dei rifiuti nell'industria dell'energia eolica

L’energia eolica è destinata a crescere fortemente in Europa, fino a circa 1.300 GW entro il 2050. Questo comporterà sia un aumento significativo della domanda di materiali che della produzione di rifiuti. Un problema importante è rappresentato dalle pale eoliche e dai materiali compositi di cui sono realizzate. Si tratta di compositi vetro-carbonio (fibre + matrice polimerica) che, se da un lato garantiscono alte prestazioni (leggerezza, resistenza, durabilità), dall’altro sono piuttosto difficili da separare e riciclare. Le tecnologie di riciclo sono infatti ancora poco mature o costose. Per questo motivo, solo una piccola parte viene riciclata, mentre il resto viene smaltito o recuperato energeticamente.

 

Intensità e riciclabilità dei materiali compositi nelle pale

 

Nelle turbine eoliche, l’impiego di materiali compositi a base di fibra di vetro o di carbonio è stimato in circa 7.500 ± 1.500 kg per MW installato. Anche se sono molto diffuse, a fine vita la maggior parte delle pale viene ancora smaltita o destinata a recupero energetico: il riciclo rappresenta una quota marginale.

 

Perché questa riciclabilità è limitata? Principalmente per la complessità strutturale delle pale, costituite da una combinazione di compositi vetro-carbonio, polimeri e componenti metallici. La separazione efficace di questi materiali risulta tecnicamente complessa e costituisce una criticità rilevante nelle fasi di dismissione. Inoltre, anche quando la separazione è possibile, la forte adesione tra fibre e matrice polimerica rende i processi di riciclo particolarmente difficoltosi dal punto di vista tecnologico ed economico.

 

In risposta a queste criticità, il settore eolico ha assunto l’impegno di eliminare lo smaltimento in discarica delle pale dismesse a livello europeo entro il 2025. Tale obiettivo si inserisce in una strategia più ampia volta a incrementare i tassi di riciclo e recupero, sottolineando la necessità di sviluppare soluzioni innovative e di rafforzare gli investimenti nelle tecnologie dedicate al trattamento dei materiali compositi a fine vita.

pale eoliche lago

Pale eoliche a fine vita: numeri in crescita e nuove soluzioni

 

Il tema dei rifiuti compositi provenienti dalle pale eoliche sta diventando sempre più rilevante. Già nel 2023 si stimava un volume di circa 60.000 tonnellate, ma le proiezioni indicano una crescita fino a 400.000 tonnellate entro il 2040. Numeri che rendono evidente l’urgenza di trovare soluzioni efficaci e sostenibili.

 

Per affrontare questa sfida, l’industria eolica ha dunque promosso l’obiettivo ambizioso di vietare lo smaltimento in discarica delle pale entro il 2025 a livello europeo. Aziende e produttori stanno sperimentando nuovi approcci per migliorare il riciclo e favorire la circolarità dei materiali. Ad oggi, però, la capacità di riciclo nell’Unione Europea resta limitata anche perché una parte significativa dei rifiuti viene ancora destinata ai cementifici, dove viene utilizzata per il recupero energetico. Sebbene questa soluzione eviti la discarica, non rappresenta ancora un modello pienamente circolare.

Per fare un passo avanti, le strategie principali si muovono su due fronti:

1) ripensare la progettazione delle pale, rendendole più facili da smontare e riciclare a fine vita

2) sviluppare tecnologie innovative, come la solvólisi o la frammentazione ad alta tensione, capaci di recuperare in modo più efficiente i materiali compositi

 

Il futuro delle pale eoliche: una sfida crescente per il riciclo

 

Il nodo centrale rimane dunque il riciclo. Oltre all’innovazione tecnologica sarà fondamentale anche il ruolo delle politiche pubbliche: servono regole più chiare e strumenti adeguati, come ad esempio l’introduzione di codici specifici per identificare i rifiuti delle pale eoliche o la creazione di un registro europeo che tracci le attività di dismissione. Queste iniziative permetterebbero non solo di gestire meglio i materiali a fine vita, ma anche di monitorare i progressi verso un modello di economia più circolare.

In definitiva, la transizione energetica non può prescindere da una gestione sostenibile dei suoi stessi “scarti”. Investire nel riciclo delle pale eoliche significa ridurre i rifiuti, recuperare risorse preziose e rendere l’energia pulita ancora più sostenibile nel lungo periodo.

pale eoliche prato

Il ritorno alla fibra. Un nuovo inizio per ogni pala


La nuova soluzione di Compton è un impianto di trattamento delle pale eoliche che, attraverso un processo meccanico, recupera la fibra di vetro: ReWind.

La linea si apre con una fase di riduzione dimensionale articolata su due stadi di triturazione.

  • Nel primo stadio, le pale, precedentemente tagliate in sezioni di circa 2 metri di lunghezza e 60 cm m di larghezza, vengono processate da un trituratore primario, che ne riduce significativamente il volume.
  • Nel secondo stadio, un trituratore secondario porta il materiale a una pezzatura media di circa 15 mm, rendendolo idoneo alle fasi successive del processo.

Una sequenza integrata di vagli e turbine, organizzata in più stadi, consente la separazione e la classificazione del materiale. Attraverso un processo combinato di vagliatura e separazione, il flusso viene progressivamente affinato, garantendo una suddivisione efficiente delle diverse frazioni. Al termine del processo, il materiale viene recuperato e suddiviso in frazioni omogenee, pronte per essere reintrodotte in nuove applicazioni.

La fibra di vetro ottenuta presenta caratteristiche idonee per l’impiego in diversi ambiti industriali, in particolare nel settore dei materiali per l’edilizia. Un output stabile, gestibile e orientato alla valorizzazione.

fibra di vetro